"Finalmente !!" Riccardo all'interno dell'auto nera si volta verso di me non appena apro lo sportello lato passeggero;
"Finalmente..." Affermo con tono basso e guardandolo negli occhi.
Mi allunga la mano e con una presa alla braccio di ferro ci salutiamo come si fa tra amici.
Sei anni...sei anni in cui non sono riuscito a pensare a nulla, dicono che quando sei dentro riesci a meditare, a pensare più lentamente, a focalizzare quello che potrà accadere una volta che sarai fuori, c'è addirittura chi riesce a scrivere dei romanzi, chi studia fino a prendere una laurea e magari fuori non aveva mai visto un libro, bhe io dentro non ho pensato, non ho ricordato, non ho meditato, vuoto assoluto, o meglio pensavo al quotidiano, mai al futuro o a quello che poteva succedere una volta fuori, come se mi avessero asportato una parte di cervello, quella relativa alla memoria, lobotomizzato, ed in fondo credo...meglio così.
Ero appena uscito, mi avevano restituito quello che avevo in tasca quel 21 novembre di sei anni fa.
"Ecco le tue cose" aveva precisato il secondino dall'altra parte del bancone, un pacchetto di Diana blu morbide iniziato, due monete una da 5 centesimi e una da un euro, un pacchetto di fazzoletti di carta semivuoto, un pacchetto di fiammiferi, un foglio di carta scarabocchiato a penna, un orologio da polso ormai fuori moda, unica cosa che mi avevano lasciato erano i miei occhiali da vista neri finti Rayban, senza, era come essere ciechi.
"Portami a casa !" Chiedo a Riccardo mentre chiudo lo sportello della macchina.
Riccardo mette in moto l'auto e con una inversione a U prende una strada diversa da come mi ricordavo.
"Dove mi stai portando ?"
"Mi hai chiesto di portarti a casa...bhe...tu non hai più una casa..." Riccardo si mette in bocca una sigaretta.
Prendo in tasca il pacchetto dei fiammiferi lo accendo ed incendio la punta della sua Marlboro, "E allora dove mi stai portando?"
"Non chiedere e non sarò costretto a mentirti" Inala l'aroma della sua paglia nei polmoni e soffia il fumo nell'abitacolo.
Scuoto il pacchetto delle Diana, ne tiro fuori una ridotta meno peggio delle altre, la accendo come farebbe Eastwood con il suo sigaro, proteggo la fiamma con il palmo della mano, occhi socchiusi, attenti, pensanti, tiro giù il finestrino, ingoio fumo, respiro libertà."Andiamo".
SINOPSI DESTABILIZZANTE
(Il mondo visto da un disorientato)
lunedì 12 dicembre 2011
sabato 26 novembre 2011
Bulimia Letteraria
Leggere, leggere e ancora leggere...per poi vomitare tutto quello che hai letto...avere fame di informazioni, curiosità, notizie, leggere e sfogliare qualsiasi cosa ti capiti per le mani, libri, riviste, quotidiani, fumetti, metabolizzare fino all'ultimo trafiletto o immagine, non farsi bastare mai nulla che abbia un font che traduca qualcosa di cui senti il bisogno.
Divorare pagine scritte, memorizzare e riassumere mentalmente i concetti e poi nel momento del bisogno attingere a questo pozzo infinito del nostro cervello...
Ci sono statistiche, calcoli e quesiti irrisolti sulle capacità mnemoniche del nostro cervello, so soltanto che due occhi ed un cervello non bastano più al giorno d'oggi...troppe informazioni dettate da immagine rapidissime che vengono percepite in un batter di ciglia, ovunque, a qualsiasi ora senza distinzione, troppe...impossibile che possano perdere contro la vecchia scrittura troppo lenta e pigra, non al passo con i tempi.
Senti il piacere di percepire sotto i polpastrelli delle dita la carta grande, piccola, reciclata, patinata, ingiallita, profumata, sgualcita, spiegazzata, nuova o usata che sia ? No ? Allora non puoi capire...
Divorare pagine scritte, memorizzare e riassumere mentalmente i concetti e poi nel momento del bisogno attingere a questo pozzo infinito del nostro cervello...
Ci sono statistiche, calcoli e quesiti irrisolti sulle capacità mnemoniche del nostro cervello, so soltanto che due occhi ed un cervello non bastano più al giorno d'oggi...troppe informazioni dettate da immagine rapidissime che vengono percepite in un batter di ciglia, ovunque, a qualsiasi ora senza distinzione, troppe...impossibile che possano perdere contro la vecchia scrittura troppo lenta e pigra, non al passo con i tempi.
Senti il piacere di percepire sotto i polpastrelli delle dita la carta grande, piccola, reciclata, patinata, ingiallita, profumata, sgualcita, spiegazzata, nuova o usata che sia ? No ? Allora non puoi capire...
martedì 22 novembre 2011
Pseudonimo
Non si tratta di scrivere con uno pseudonimo, ma di vivere con uno pseudonimo o meglio come uno pseudonimo.
Vivere la vita pensando e facendo cose che ti hanno insegnato a pensare e a fare, così si crea la tua personalità, la base esiste dalla tua nascita, posizione dei pianeti, orario di nascita, esoterismo a parte...questa è la base si diceva, una base che può essere paragonata ad un pezzo di argilla...l'argilla viene manipolata dalle nostre mani,la nostra personalità dagli eventi, belli o brutti che siano, dalle persone che incontriamo, dal lavoro che facciamo, dalla donna con cui conviviamo, dagli amici che frequentiamo, e se questi incontri non fossero avvenuti ? E Se avessimo deciso di intraprendere una scuola diversa, un lavoro differente ?
lunedì 21 novembre 2011
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