lunedì 12 dicembre 2011

Eastwood

"Finalmente !!" Riccardo all'interno dell'auto nera si volta verso di me non appena apro lo sportello lato passeggero;
"Finalmente..." Affermo con tono basso e guardandolo negli occhi.
Mi allunga la mano e con una presa alla braccio di ferro ci salutiamo come si fa tra amici.
Sei anni...sei anni in cui non sono riuscito a pensare a nulla, dicono che quando sei dentro riesci a meditare, a pensare più lentamente, a focalizzare quello che potrà accadere una volta che sarai fuori, c'è addirittura chi riesce a scrivere dei romanzi, chi studia fino a prendere una laurea e magari fuori non aveva mai visto un libro, bhe io dentro non ho pensato, non ho ricordato, non ho meditato, vuoto assoluto, o meglio pensavo al quotidiano, mai al futuro o a quello che poteva succedere una volta fuori, come se mi avessero asportato una parte di cervello, quella relativa alla memoria, lobotomizzato, ed in fondo credo...meglio così.
Ero appena uscito, mi avevano restituito quello che avevo in tasca quel 21 novembre di sei anni fa.
"Ecco le tue cose" aveva precisato il secondino dall'altra parte del bancone,  un pacchetto di Diana blu morbide iniziato, due monete una da 5 centesimi e una da un euro, un pacchetto di fazzoletti di carta semivuoto, un pacchetto di fiammiferi, un foglio di carta scarabocchiato a penna, un orologio da polso ormai fuori moda, unica cosa che mi avevano lasciato erano i miei occhiali da vista neri finti Rayban, senza, era come essere ciechi.
"Portami a casa !" Chiedo a Riccardo mentre chiudo lo sportello della macchina.
Riccardo mette in moto l'auto e con una inversione a U prende una strada diversa da come mi ricordavo.
"Dove mi stai portando ?"
"Mi hai chiesto di portarti a casa...bhe...tu non hai più una casa..." Riccardo si mette in bocca una sigaretta.
Prendo in tasca il pacchetto dei fiammiferi lo accendo ed incendio la punta della sua Marlboro, "E allora dove mi stai portando?"
"Non chiedere e non sarò costretto a mentirti" Inala l'aroma della sua paglia nei polmoni e soffia il fumo nell'abitacolo.
Scuoto il pacchetto delle Diana, ne tiro fuori una ridotta meno peggio delle altre, la accendo come farebbe Eastwood con il suo sigaro, proteggo la fiamma con il palmo della mano, occhi socchiusi, attenti, pensanti, tiro giù il finestrino, ingoio fumo, respiro libertà."Andiamo".